La Morte e la Fanciulla tratto dal romanzo di Ariel Dorfman.
Il male può essere l'amaro e inconsapevole frutto di un attimo, di una circostanza, di un'orrenda combinazione di casi.
Spettacolo in collaborazione con l'associazione culturale Gost-Teatro, regia di Omar Mohamed, coreografie di Giusy Converti.
Tre attori protagonisti, due prime ballerine, tre co-protagoniste, corpo di ballo, musica dal vivo.
Prima: venerdì 30 Marzo 2012, Cineteatro Splendor-Bollate.
In un Paese appena uscito da una feroce dittatura militare, un uomo, Gerardo, oppositore del passato regime,
ha appena avuto l'incarico di presiedere una commissione d'inchiesta governativa sui crimini dei generali e dei loro complici.
La moglie di Gerardo, Paulina, torturata e violentata ripetutamente vent'anni prima, porta ancora addosso i segni di quella terribile esperienza.
I due alloggiano per le vacanze in una casa sul mare e una sera Gerardo, rimasto in panne con la macchina, viene aiutato da un medico di
passaggio, Roberto, che successivamente si presenta a casa sua e viene invitato a trattenersi per la notte.
Paulina, non vista, riconosce nella voce del medico quella di uno dei suoi aguzzini.
Durante gli interrogatori, infatti, era rimasta bendata per tutto il tempo e dei suoi torturatori può riconoscere soltanto la voce.
Inizia da qui, in un crescendo drammatico, una discesa dei tre personaggi nell'inferno del dolore inferto e subito, con la donna che
sequestra e lega il medico minacciandolo con una pistola e obbligando il marito riluttante a condividere la sua personalissima vendetta.
Ma non c'è appagamento per la vittima nè espiazione per il suo persecutore. C'è solo una profonda ferita nel costato di un
Paese e dei suoi cittadini che nessun castigo postumo potrà mai rimarginare. Paulina è certa di aver davanti il dottore che aveva
attivamente e sadicamente partecipato alle sevizie ed è decisa a farlo confessare...